Di tutto punto // Katia Ceccarelli

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Introduzione

Coincidenza o affinità elettiva, fatto è che spesso mi sono imbattuta,

frequentando il mondo dell’arte e della creatività, in persone che come me

avevano una sarta in famiglia.

Una madre, una zia, una nonna che avevano lavorato in laboratori o in

atelier o magari in casa nei piccoli paesi facendo veri e propri miracoli con

poveri tessuti. Tutte con un diploma o con un trascorso apprendistato da

sarta o lavorante.

Più che una coincidenza forse finché mi sono chiesta se l’essere stati

educati, istruiti e accuditi durante l’infanzia da una sarta avesse condotto a

un certo tipo di sensibilità da adulti o se la professione sartoriale fosse stata

indice di una certa tendenza all’emancipazione e alla volontà di creare insita

in un carattere femminile di famiglia.

Elucubrazioni un po’ troppo fantasiose con un pizzico di presunzione. Più

probabilmente molte ragazze dell’Italia del secondo dopoguerra avevano

scelto di imparare quel mestiere per necessità o anche per sfuggire ad altri

destini di dipendenza da mariti o da famiglie borghesi in qualità di

domestiche, balie, lavandaie o ancora per evitare la durezza del mondo

agricolo.

Non tutte quelle giovani donne ovviamente fecero carriera nel lavoro, alcune

alla fine si sposarono e seguirono il destino di madri e mogli cucendo i

vestiti per sé e per i famigliari, altre cedettero alla fabbrica e alla catena di

montaggio per uno stipendio sicuro a fine mese, altre ancora aprirono dei

negozietti o delle mercerie, pochissime entrarono nel cielo stellato del Made

in Italy o furono madri dei futuri alfieri dell’Italian Style nel mondo.

Tutte comunque partite dal paese e dalla provincia come sartine, su una

bicicletta o in corriera, il panino con la frittata dentro la borsa e tanti sogni

di ragazza tra cui quello di cucire e indossare un giorno un abito lungo e

pieno di lustrini come quelli delle dive americane.

Vorrei aggiungere che questo lavoro è stato scritto come omaggio alla

figura della sarta ma che vuole anche essere un pensiero rivolto a tutte

quelle donne che hanno fatto delle loro mani lo strumento più prezioso del

loro mestiere: ricamatrici, merlettaie, orlatrici, infilatrici di perle, tutte

accomunate da una grande abilità e da tanta fatica e sacrificio.



2 risposte a Di tutto punto // Katia Ceccarelli

  1. simona ha detto:

    Davvero delizioso e delicato…

    • KatiaC ha detto:

      Grazie! Le “mani d’oro” non smettono di affascinarmi con le loro meraviglie, ieri con i cartamodelli, oggi con bellissimi blog e tutorial on-line.

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