Richard Nonas “sopralluogo laguna Veneta” // Paolo Rosso

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userò lo stesso materiale per ogni cosa. penso che userò qualcosa di concreto, o di pietra che sia di questa grandezza ed alto un metro un metro e mezzo, di qualunque sezione quadrata, rettangolare non importa ma l’importante è che siano uguali e  tanti pezzi, li metterò in piedi o sdraiati

00 52 in relazione anche al luogo visto prima voglio usare lo stesso materiale, pietre rosse come quei mattoni o bianche, qualsiasi, ma sempre le stesse così che tu possa vedere il materiale in ogni passaggio, disposto?

01 15  in modo diverso, una linea dritta da qua a là

04  00  a partire da qua l’ angolo nel muro crea due linee una che arriva nel punto in cui eravamo prima ed una verso il forte, sarà semplice seguendo le linee del muro orientarci 04 48 … questi spazi sono già forti non c’è bisogno di nulla 05 16 questi spazi sono già molto forti basterà una linea là fuori, qua è a posto non devo fare nulla

05 33 credo di volere qualcosa che parta la là, forse può essere abbastanza, magari una linea in quella direzione ed un’ altra che parta da qua così da là si vedrà l’inizio di questa linea e da qua avrai l’ altra linea di fronte, formando un insieme così 05 50 ma in grande

06 03  il forte è questo e queste sono la zattere galleggianti su cui passavano le catene (per chiudere il passaggio)

06 30 fotografo in questo modo per ricordarmi dove mi trovo quindi dopo avere preso un bello scorcio mi giro e faccio un’ altra foto, per riuscire a creare un tutt’ uno nella mia mente

07 13 fai una ripresa da qua verso il basso. saranno forse abbastanza cinque o sei linee, una due tre quattro cinque, cinque o sei pezzi.

0837   ( sulla terrazza del forte metterei) solamente un segno centrale, ma forse nemmeno perché và già bene è perfettamente ?

0843   non ha bisogno di essere segnata, è già delimitata in basso voglio fare delle linee di connessione, qua non bisogna connettere solo segnare il centro che però si percepisce già da sé, è risaltato dai muri laterali non si potrebbe che mettere qualche pezzo

09 30 parlavamo di quanto è difficile vedere il proprio lavoro, bisogna sempre ricordare due cose, la prima è saper osservare il proprio lavoro come se non lo si fosse creato in prima persona, la seconda  d’altro canto è sapere quando fermarsi, perché la maggior parte delle opere sono distrutte perché hanno troppo invece che troppo poco, le persone non si fermano quando dovrebbero

10 00 credo quindi che sia importante sia qua che dall’ altra parte (forte marghera) mettere un minimo di pezzi necessari per unire tutto nessun extra perché i posti in sé…. , parte di quello che voglio fare in entrambi i casi è provare a creare una situazione in cui il luogo in sé abbia già la presenza che ricerco nella scultura, a forte marghera voglio la giungla, la foresta quale una specie di scultura, in cui il tracciato ruberà spazio alla vegetazione e le pietre faranno da punteggiatura nei punti di sosta, ma nulla più

10 51 e qua quello che devo fare è in un certo modo isolare diverse parti del forte ma allo stesso tempo legarle tutte assieme. idealmente voglio creare un atmosfera in cui si guardi alle diverse scale come alle linee di pietre, sentire le scale come sculture nell’ architettura. ma tutto questo deve essere unito come un unico luogo, con quello che già c’ era e ciò che io dispongo. perché il mio lavoro è mostrare quello che già c’ era in un ottica diversa, starò molto attento a non mettere troppo

11 48 se no diventerebbe una specie di show room di automobili  la decappottabile l’ auto nera l’auto blu l auto gialla,le pietre sembrerebbero degli oggetti in vendita non voglio questo, voglio che lentamente diventi un unico luogo unito dall architettura, dal sua storia, ma anche dai miei pezzi, segni dello stesso materiale. in un certo modo questo luogo deve essere semplificato facendone un tutt’ uno cosa difficile perché in realtà non è stato fatto in unico momento ma in periodi diversi, voglio unire il tutto, e quello che faccio voglio che sia una parte di quell’unico posto, come le scale o ogni altra cosa. come il tuo viso che ha naso occhi capelli ma anche occhiali sulla tua testa, e tutto questo diventa un tutt’uno, altrimenti non saresti tu solamente cose no è uno scherzo

13 30?lasciamo perdere? ma non saresti te stesso, per essere te tutte queste cose devono andare assieme ed è quello che voglio fare . a forte marghera voglio usare poco materiale, l’importante sarà il sentiero, ma il materiale sarà lo stesso la connessione sarà là, che poi le persone se ne accorgeranno o no non sarà importante.

14 10 chiunque andrà in entrambi i luoghi vedrà lo stesso materiale questa è la connessione.

14 46 la connessione tra i due posti sarà per me quella di dare un unico nome?

14b 54. sono entrambi forti, forti che diventano giungla, rovine di fortificazioni… le due fortificazioni ai poli di Venezia, (terra e mare) l idea della rovina,di un edificio che sta morendo, torna indietro alla terra, è un’ idea davvero interessante, un’ idea complessa, romantica ma anche arrabbiata, idea di incuria. è una cosa complessa

16 20 sono due luoghi ai lati di Venezia che sono diventati invisibili in un certo modo,in questa (affollata di turisti) turistica, profondamente organizzata, centrificata situazione turistica, sono due luoghi evasi, nessuno li conosce, la gente se ne è dimenticata, e questo mi interessa ugualmente, posso dare attenzione a diverse questioni se scrivo qualcosa se parlo di questa  situazione o se le  assegno un nome o due nomi in relazione o qualcosa del genere,

17 04 e questo è ugualmente interessante,   in questo caso per esempio queste costruzioni sono importanti quanto questo mastio, perché questo luogo esiste in relazione a quelle costruzioni e agli alberi, alle rovine e alla boscaglia.

1733 quello che è una rovina per i palazzi è la giungla per la terra, è buffo perché il primo è usualmente un termine negativo mentre il secondo no. il paesaggio è cresciuto oltre, è diventato selvaggio ma questo ha una connotazione meno negativa di una costruzione pericolante, questo anche è romantico ma non allo stesso modo di una giungla. Ci sono diverse cose a cui pensare. sono molto felice che da questa visuale si possa focalizzare la zona dietro il forte perché quando siamo arrivati da là la nostra attenzione era focalizzata sul forte. guardare indietro da qua suggerisce che tutte le zone limitrofe testimoniano vita, quelle costruzioni tradiscono vita umana, questo mastio centrale invece è lavoro soldati armi da fuoco battaglie, ed è una grande e possente architettura. quelli sono edifici ordinari, dove vivevano i militari. suggerisce un particolare indizio di presenza umana pur sapendo che oggi sono fuorigioco?

19 02.  19 21 non mi piace pensare alle scultura, all’ idea di arte mi piace e vivo grazie alla sensazione che certi oggetti e certe persone hanno una specie di presenza che mi sconcerta, e questi mi fanno vedere le cose come non le avevo ancora viste. ma non voglio stringere questo in una categoria e chiamarla arte, perché li isolerebbe da tutto il resto, anche una persona o ?

20 01 può farmi sentire così . (quello che ti chiedevo però era riguardo all’ energia,forza)IO    questo è il punto è questa energia che io cerco di mettere insieme, di trovare nei differenti elementi, le pietre che metto a terra, gli alberi la giungla quelle costruzioni questo forte le rovine limitrofe, ma anche presi all’ unisono hanno questa forza, però quello che voglio fare è

20 30 indicare che essendo tutti insieme a formare questo luogo sono un’ unica cosa, sono parte di un’ unica forza, si concretizzano tutti in una parola non molto usata, numinosità, intesa come presenza di spiritualità o presenza di qualcosa di supplementare, qualcosa di più di una presenza ordinaria, UNA SPECIe di folgore  (di illuminazione) creata di particolarispeciali.

21 00 ma anche certe persone hanno questa presenza, si utilizzano diverse parole , puoi dire “carismatico” o qualcosa del genere ( usare altri sinonimi), ma è una caratteristica che non ha niente a che fare con le categorizzazioni delle cose materiali, con le categorie strumentali, a che fare il modo in cui qualcosa nel mondo incide sulle persone.

21 28 e la parola arte è troppo stretta, è troppo limitata… c’è un altro gruppo di persone là…..  è troppo limitata quindi in un certo modo cerco di rompere questo schema, intendo di voler

21 45? queste linee che metto, non voglio che siano identificate principalmente come uno sculture, ovviamente lo sono,….?…., ma è per il contesto in cui viviamo,ma voglio unicamente che siano là, a volte ricordo che voglio pensarle come se potessero essere là per sempre, non penso che debbano apparire vecchie ma intendo che tu non sappia il motivo per cui sono state poste, e nonostante ciò appartengano al luogo

22 15  questo è un modo particolare di identificarsi nella scultura, guardarla non sapendo il perché sia stata posta là, il dispositivo di esposizione di una mostra ufficiale è una cosa che non mi interessa. 22 30 è un gioco di definizioni ma allo stesso tempo è un gioco in cui io esprimo qualcosa di davvero importante per me,un’ esperienza estremamente potente. e principalmente non posso ricrearla con le parole, posso raccontarti ciò che penso riguardo a questa esperienza.

22 50 è la situazione che creo, l’insieme delle linee di pietra, di quegli edifici, questo spazio, la sua storia, la sua memoria storica, e tutte queste cose messe insieme non siano un offesa?

23 00 se non ferisce il luogo, non importa più il nome che gli dai(situazione riuscita)

FORTE MARGHERA

23 48 (ANDREA BONIFACIO)si può raggiungere L’ISOLA difensiva tramite una gondola che faccia da spola….. nonas…. questo mi interessa, davvero questo mi interesserebbe…..

perché è confinata …?…., ha una forma interessante, ma penso che possiamo pianificare un serio…, possiamo proseguire il suo tracciato come un disegno, facendo on disegno su carta che possa diventare un percorso

24 26 magari con qualche.., in alcuni punti una pietra, qualche pietra, solo come una specie di segno, ma niente di più, e non offenderebbe nulla, e se ci fosse una carta topografica dell’isola sarebbe ottimo, anche solo per vedere le differenti altezze…

24 54 penso che sarebbe interessantein una situazione come la biennale perché sarebbe l’unico posto nella natura in tutta la manifestazione, è una giungla, è non è una finta giungla finta,questo è un posto davvero selvaggio, ma più piccolo dopo?, con dei confini naturali, non artificiali, dati dall’ acqua, quello che sto provando a pensare riguarda la possibilità di uscire dallo schema del museo, la biennale è formata da un museo, un altro museo, ed un altro museo ancora, è tutta arte in spazi ufficiali, a volte ci sono spazi aperti ma sono come giardini, non sono veramente nella natura, ma questo è davvero separato, non è un museo, disegnerò il percorso, tutto il resto va lasciato

26 12 e questa è l’unica cosa che voglio manipolare pulire il tracciato, ed anche quando si tagliano le piante vorrei che venissero buttate ai lati, non portate via, solo messe algli angoli per lasciarle scomparire, quindi principalmente tagliare dove si passa e nulla di più, vorrei togliere questa rete divisoria, e parte del tracciato passerà sulla zona più alta, creando non una linea perfetta, ma come un tracciato nella foresta, necessario per camminare, non dev’ essee niente più che qua, giusto che la gente possa camminare e che si veda che c è un percorso, ma non deve essere dritto, possiamo parlarne ma se fosse possibile sarebbe grande, l’unico problema sarà trattenersi dal pulire troppo

Paolo e Nonas

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