Museo Pharmakon // Marianna Marchioro

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Il mio progetto si chiama Museo Pharmakon.
Il museo è popolato solamente da quelle specie di piante che, pur essendo estremamente velenose per
lʼuomo, hanno permesso di ottenere principi attivi dallʼazione fortemente antitumorale. Sono piante dalla
risaputa pericolosità, attorno alle quale da secoli lʼumanità ha costruito leggende e attribuito poteri magici
maligni, cercando di giustificare con molta fantasia le cause di tale tossicità. Ora, invece, la ricerca chimica e
farmaceutica ha permesso di rivalutarle, e di ottenere sostanze impiegate nella cura di malattie molto serie. Il
termine greco “pharmacon” può essere tradotto sia con “veleno” che con “medicina”, e di fatto esprime
lʼassoluta identità tra i due. Il Giardino si configura come un monumento al mondo vegetale, e ha lʼobiettivo
di restituire dignità a tali esemplari fino a oggi esclusi dalla medicina ufficiale.
Come nella tradizione dei giardini botanici, la disposizione delle piante segue uno schema e una simbologia
precisa; in questo caso la pianta ricorda il bastone di Asclepio, il dio Greco della medicina.
Allʼinterno del Giardino cʼè un luogo dedicato allʼillustrazione scientifica e allo studio sociologico di tali piante,
un padiglione a pianta ottagonale che ospita una piccola biblioteca di testi, documentari, tavole illustrate e
tutto ciò che serve per spiegare al frequentatore dove si trovi e che caratteristiche abbia tale luogo.
Lʼobiettivo di tutto ciò è che lo spettatore sia consapevole del significato del Giardino, e che sperimenti
sensazioni di inquietudine e di fascinazione in relazione allʼambiguità in esso manifestata; infine il visitatore
dovrebbe sviluppare una visione della natura meno stereotipata e convenzionale.
Lʼ intera struttura può avere carattere di temporaneità; le piante saranno coltivate dentro a speciali vasche
profonde circa 40 centimetri, appositamente modellate per rispettare la forma simbolica del Giardino.
Potranno essere facilmente spostate in caso si voglia traslare lʼinstallazione altrove. Anche il padiglione sarà
costruito secondo questo criterio: verranno usati materiali molto economici e poco convenzionali, come ad
esempio i bancali di legno, i cosiddetti “pallet”; sarà facile e veloce da assemblare e smantellare.
Tra le piante che popolano il il Giadino Pharmakon ci sono il tasso, il vischio e il colchico, licheni e piante
ornamentali (allʼincirca una ventina di specie).

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2 risposte a Museo Pharmakon // Marianna Marchioro

  1. KatiaC ha detto:

    Bellissimo progetto fatto di evocazione e modernità al tempo stesso.
    Personalmente sono un’estimatrice di tutte quelle piante spontanee – comunemente dette erbacce – che spesso vincono sul cemento e sull’asfalto.

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